Rigenerare la città: Techbau e il nuovo abitare studentesco tra Roma e Bologna.
Due interventi di rigenerazione urbana mostrano come lo student housing possa diventare un’infrastruttura sociale capace di trasformare quartieri e comunità.
Sul ruolo che le imprese possono assumere nella costruzione di infrastrutture sociali – e non solo immobiliari – interviene Andrea Marchiori, CEO di Techbau S.p.A., offrendo una visione orientata alla rigenerazione e alla qualità dello spazio urbano.
“I due sviluppi di Bologna e Roma sono l’esempio concreto del nostro impegno nel tema della rigenerazione del tessuto urbano per rafforzare il legame tra architettura, comunità e sostenibilità: nuove e moderne strutture progettate per favorire il benessere degli studenti, pienamente integrate nel contesto urbano, entrambe sviluppate secondo i principi ESG e certificate BREEAM Excellent “.
Affidato alla visione dello studio Mario Cucinella Architects, il progetto di Campus San Pietro interpreta l’architettura come strumento capace di generare relazione qualità e benessere collettivo.
Un approccio che lo stesso Mario Cucinella sintetizza così:
“L’architettura deve superare il concetto di singola costruzione e concentrarsi sul miglioramento qualitativo dello spazio esterno perché è lì che fioriscono le dinamiche sociali e urbane. La vera misura del successo di un edificio è la sua capacità di dare vita all’area circostante. L’intervento di riqualificazione di Via del Crocifisso è un esempio di come l’architettura possa beneficiare i cittadini. L’obiettivo non era solo estetico, ma la creazione di un polo integrato che inietta nuovo benessere nel quartiere con servizi completi, riattivando spazi in disuso e rendendo l’intera area più accessibile e vivibile“.
Nel quadro della collaborazione con CampusX, il Campus Navile assume un ruolo centrale nell’evoluzione dello student housing italiano, con un modello di hospitality ibrida che integra residenza, servizi e comunità.
Come sottolinea Samuele Annibali, CEO di CampusX: “CX Bologna I Navile nasce da una convinzione semplice ma ormai imprescindibile: oggi una residenza universitaria non può limitarsi a offrire un alloggio, deve costruire qualità della vita. Per noi significa unire accoglienza, sostenibilità e benessere in un modello in cui lo spazio diventa servizio e il servizio diventa comunità.
A Bologna abbiamo lavorato fin dall’inizio con Techbau e TECO+partners per immaginare un luogo che dialogasse davvero con il quartiere: non un edificio isolato, ma un punto di snodo tra città, funzioni e persone. La grande corte verde, i 1.500 mq di spazi comuni, le soluzioni energetiche integrate e l’attenzione al comfort non sono elementi accessori: sono la grammatica di un modo nuovo di progettare l’esperienza studentesca“.

