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CONNESSIONI URBANE: Arte e rigenerazione urbana nel cuore di Roma

ROMA, Italia – 26 Gennaio 2026 – Si terrà mercoledì 28 gennaio, presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea (Viale delle Belle Arti 131, Roma), la proclamazione del vincitore del concorso Connessioni Urbane, iniziativa culturale nata dalla collaborazione tra la GNAMC e Techbau S.p.A., dedicata alla valorizzazione dell’arte contemporanea come strumento di rigenerazione urbana e dialogo con la città.

Cristina Mazzantini – Direttrice GNAMC «Stimolare e premiare la creatività contemporanea mediante concorsi aperti dedicati ai giovani è parte della storia e della missione della GNAMC. Abbiamo ricevuto ben 41 progetti, molti dei quali di grande interesse: ringrazio le Accademie e le Università che hanno coinvolto professori e studenti, spingendoli a cimentarsi con un tema tanto importante per la capitale. Un successo che è frutto di una virtuosa collaborazione interistituzionale e di una felice partnership pubblico-privato.»

Il concorso si inserisce in un contesto urbano di grande rilevanza per la città di Roma, in un’area strategica a pochi passi dalla Città del Vaticano, segnata dalla presenza della stazione ferroviaria di Roma San Pietro, la prima stazione ferroviaria della Capitale, inaugurata nel 1894 e oggi attraversata ogni anno da milioni di passeggeri. Per i residenti e per chi vive quotidianamente la zona, quell’area ha rappresentato a lungo una condizione di attesa irrisolta. Oggi, dopo un arco temporale prolungato, quello spazio sta finalmente lasciando posto a un progetto di rigenerazione urbana capace di restituire continuità, servizi e centralità a un quartiere rimasto per anni in una condizione di sospensione.

Andrea Marchiori – CEO Techbau S.p.A. «Campus San Pietro interpreta in modo concreto il nostro approccio alla rigenerazione urbana, intesa come integrazione tra architettura, spazio pubblico e sostenibilità. In questo quadro si inserisce il concorso Connessioni Urbane, realizzato in collaborazione con la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, che introduce l’arte contemporanea come parte strutturale del progetto. Un intervento sviluppato in coerenza con i principi ESG e orientato alla certificazione BREEAM Excellent.»

All’interno di questo processo di trasformazione prende forma il nuovo edificio polifunzionale di via del Crocifisso, progettato dallo studio MCA – Mario Cucinella Architects e realizzato da Techbau S.p.A., che ospiterà uno studentato, spazi commerciali, aree verdi e ambienti destinati a eventi pubblici. Un ecosistema urbano integrato, concepito per restituire qualità, servizi e nuove relazioni a un’area strategica della Capitale, perfettamente connessa dal punto di vista della mobilità e caratterizzata da una forte presenza culturale, accademica e internazionale. Un progetto reso possibile anche grazie alla collaborazione con l’Amministrazione comunale di Roma, che ha condiviso fin dall’inizio una visione orientata alla qualità urbana e al futuro della città.

Maurizio Veloccia – Assessore all’Urbanistica di Roma Capitale «Insieme ai vincitori di questo concorso, oggi dimostriamo come pubblico e privato possano lavorare insieme, nell’ottica di una rigenerazione comune e condivisa. E celebriamo il talento e la creatività messi al servizio di un luogo che rinasce e torna a vivere: anche così si fa rigenerazione urbana. Il nuovo edificio polifunzionale di via del Crocifisso, che dopo vent’anni recupera e riporta in vita un’opera incompiuta e una ferita urbanistica nel cuore della nostra città, è destinato a diventare un nuovo punto di riferimento per il quartiere. Un’iniziativa in cui l’Amministrazione e il soggetto proprietario hanno lavorato per migliorare il progetto originario e rendere gli spazi pubblici più fruibili e collettivi, anche grazie al contributo della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea che, attraverso l’installazione di opere artistiche, contribuirà ad arricchire ulteriormente il pregiato contesto urbano in cui si inserisce il programma urbanistico.»

È in questo contesto che nasce il concorso Connessioni Urbane, che ha coinvolto giovani artisti chiamati a confrontarsi con un luogo simbolico della trasformazione urbana romana: un muro lungo 145 metri e alto 10 metri, situato tra il nuovo edificio polifunzionale “Crocifisso” e la stazione ferroviaria di Roma San Pietro. Da elemento di separazione, la parete sarà reinterpretata come superficie narrativa, capace di accogliere un’opera permanente e accessibile, parte integrante del paesaggio urbano e della vita quotidiana del quartiere. Durante l’evento saranno presentati i 10 progetti finalisti selezionati dalla giuria e proclamato il vincitore, il cui intervento sarà realizzato all’interno dell’edificio polifunzionale, entrando a far parte in modo permanente del nuovo paesaggio urbano dell’area. I progetti finalisti saranno inoltre esposti in una mostra aperta al pubblico, visitabile fino all’8 febbraio.

Mario Cucinella, Architetto, Founder & Creative Director di MCA – Mario Cucinella Architects «L’intervento sull’edificio che ospiterà lo studentato e i servizi a livello strada è un’opera di rigenerazione che si propone di colmare un grande vuoto urbano, nel cuore della Città di Roma. Il progetto, per come è stato concepito, si pone l’obiettivo di abilitare nuove relazioni urbane, fino a questo momento negate, attraverso la riattivazione della strada grazie a iniziative di prossimità e al recupero della piazza e del piccolo parco. In questo scenario Connessioni Urbane ha il merito di aver innescato la riflessione sul rapporto con l’elemento del grande muro di contenimento della ferrovia. La sfida è stata quindi trovare un linguaggio che, a fronte di un edificio razionale simbolo di uno specifico metodo costruttivo, liberasse un codice espressivo in grado di dialogare sul contrasto: l’opera d’arte, con la sua matrice organica, gioca con la razionalità del contesto per una forma creativa libera e pittorica che rilancia il processo di rigenerazione urbana. Non a caso l’Architettura, l’Arte e lo Spazio Pubblico con le sue funzioni sono gli ingredienti di cui è fatta la Città.»

Il progetto di via del Crocifisso si configura così come un modello virtuoso di trasformazione urbana, in cui architettura, arte e spazio pubblico concorrono alla costruzione di una città più inclusiva e vivibile, generando valore urbano, sociale e culturale e contribuendo a una visione condivisa di qualità dello spazio pubblico.